Donne in gravidanza
Cannabis in gravidanza? da evitare!
Fare uso di cannabis durante la gravidanza o l’allattamento è un atto di grave irresponsabilità verso la vita dei propri figli.
Devi conoscere tutti i rischi
La placenta è un filtro potente, ma è completamente inefficace contro i cannabinoidi. Il THC e gli altri composti attraversano senza ostacoli la barriera placentare e colpiscono direttamente il feto nel momento di sua massima vulnerabilità.
Il cervello del bambino si sta formando e introdurre cannabinoidi significa causare una violenta interferenza chimica in questo processo primordiale.I danni documentati dalla comunità scientifica sono severi:
- Nascita prematura e grave sottopeso: il sistema immunitario e fisico del neonato risulta compromesso fin dal primo respiro.
- Danni neurologici e cognitivi: l’esposizione intrauterina al THC altera in modo permanente il neurosviluppo. I neonati presentano tremori, riflessi anomali e, crescendo, sono predisposti a deficit di attenzione e disturbi comportamentali.
- Malformazioni nello sviluppo: l’uso di cannabis in gravidanza è stato clinicamente associato a una ridotta circonferenza cranica alla nascita, sintomo di uno sviluppo cerebrale ostacolato.


Vietata anche durante l'allattamento
Se credi che una volta tagliato il cordone ombelicale il pericolo sia svanito, stai commettendo un errore madornale. I cannabinoidi sono sostanze liposolubili, il che significa che si legano indissolubilmente ai grassi.
Il latte materno, per sua natura, è ricchissimo di grassi. Questo lo trasforma da nutrimento vitale a un vero e proprio serbatoio di accumulo per il THC, che vi permane in concentrazioni elevate non per ore, ma per giorni o intere settimane dopo l’ultima assunzione ricreativa.
Usare la cannabis significa intossicare passivamente il neonato a ogni poppata. Gli effetti sul bambino includono una sedazione profonda, letargia che gli impedisce di nutrirsi correttamente e un grave rischio per il suo sviluppo psicomotorio.
Casi eccezionali
Le uniche eccezioni sono quelle in cui si assume cannabis terapeutica. Possono sussistere delle situazioni eccezionali in cui il suo impiego viene valutato dopo un’attenta analisi benefici/rischi.
Nei casi di epilessia farmaco-resistente, per esempio, l’utilizzo della cannabis terapeutica potrebbe rappresentare l’unico strumento per controllare le crisi epilettiche, riducendo i rischi di complicazioni gravi per la madre e il feto.
In contesti simili è fondamentale un’attenta valutazione medica da parte di specialisti, con l’obiettivo di bilanciare i potenziali benefici con i rischi, garantendo la massima tutela possibile per la salute della madre e del nascituro.
Se stai pianificando una gravidanza o sei già incinta, è fondamentale parlarne apertamente con il tuo medico specializzato in cannabis terapia. Solo un professionista può offrirti una valutazione personalizzata, tenendo conto dei benefici e dei rischi sia per te che per il tuo bambino.